Il libro

libro3D

American Storytelling

Storytelling è un termine di moda. Forse troppo. Ma ha il pregio di essere chiaro: ‘raccontare storie’. Ed è quello che Hollywood fa da sempre, prima solo con i film, da molti anni ormai anche con le serie tv. Questo libro è dedicato appunto a queste storie: alle tematiche che affrontano, ai valori che mettono in campo, ai miti che producono e che diffondono, agli eroi che le animano. Il titolo del libro può apparire, sotto questo rispetto, troppo ampio: l’American Storytelling è, ad esempio, anche quello del romanzo. Ma a giudizio dell’editore e mio esso ha anche una risonanza ulteriore, che lo rende interpretabile non tanto come la ‘narrazione americana’, ma come la ‘narrazione all’americana’. E Hollywood, indubitabilmente, è la fabbrica del racconto all’americana per eccellenza.

Non è solo la passione da spettatore a muovermi; né soltanto l’interesse dello studioso. È che mai come in questi tempi, nel mondo dei media in cui lavoro oramai da molto tempo, avverto l’importanza di un approccio analitico e interpretativo ai contenuti. Prendiamo Netflix, il noto servizio over the top che dà accesso a una vasta offerta di film e serie tv. Netflix è un caso di grande successo e le ragioni sono più d’una: la brillante idea di praticare un modello di subscription-video-on-demand, prima nel mondo fisico dei DVD e poi nel mondo ‘liquido’ della distribuzione digitale; il prezzo accessibile; il ricco catalogo disponibile; il richiamo dei contenuti originali (come House of Cards). Ma oltre a questi fattori vi è – ed è assolutamente decisiva – la capacità di raccomandare ai clienti, individualmente, i film e le serie più affini ai loro gusti. Netflix dunque non propone semplicemente un catalogo in cui l’utente deve ‘navigare’ alla ricerca di ciò che potrebbe piacergli: al contrario, segnala e consiglia a ciascuno ciò che verosimilmente gli piacerà.

E come fa? Traccia i comportamenti di consumo dei propri abbonati, analizza i rating che questi danno a quanto visto, e ne ricostruisce un profilo di gusto, che sta poi alla base delle raccomandazioni. Ora però, perché tutto questo funzioni davvero non basta sapere che i prodotti visti sono commedie o thriller; né che sono interpretati da quello o quell’altro attore. Ci vuole ben di più. È necessario che i film e le serie siano descritti in modo sofisticato, dopo essere stati scomposti in unità stilistiche, semantiche e pragmatiche (Netflix li ha chiamati via via ‘quanta’, ‘packets of energy’, ‘micro-tag’) e poi che un algoritmo ben congegnato riesca a cogliere corrispondenze e relazioni, elaborando un profilo coerente delle preferenze dell’utente. Fantascienza? No. Tecnologia e modelli statistici d’avanguardia, questo sì; ma anche qualcosa di assai vecchio, tradizionale, ancestrale quasi: la capacità appunto di analizzare e comprendere ‘come sono fatte’ e ‘come funzionano’ le storie.

Ecco, con American Storytelling mi propongo di fare proprio questo, guardando alla produzione di Hollywood. Quali strutture narrative sorreggono i film e le serie americane? Quali temi e quali valori sono stati via via messi in scena, intrecciando un fitto dialogo con gli spettatori di ogni tempo? Quali forme di eroismo si sono succedute negli anni e perchè? Quali sono gli elementi caratteristici di questa drammaturgia? Quali hanno un valore universale e quali invece un richiamo solo locale? Quali si sono dimostrati imperituri e quali invece passeggeri? Queste sono alcune delle domande a cui cercherò di dare una risposta. Tutte questioni cruciali che il moderno settore dell’entertainment (non solo Netflix) sta considerando con un’attenzione nuova. Nel mondo dei Big Data, degli algoritmi previsionali, del marketing personalizzato, guardare ed ascoltare una storia con senso critico, riuscire a smontare il suo meccanismo narrativo, saperne valutare l’efficacia presso il pubblico, sul piano cognitivo, emotivo e simbolico-culturale, è tornata a essere – ed è una gran bella notizia –  la cosa più importante.

libroIndice